Su quel viso ho visto tutto il male del mondo. L’unica cosa che ho ritrovato di quel suo viso felice è il naso: così Paola Regeni ha parlato ieri del figlio Giulio. Nel primo commento altre sue parole. Mando un bacio a Paola madre dolorosa che piange nel figlio tutti i figli del mondo.
Paola Regeni: su quel viso ho visto tutto il male del mondo
6 Comments
Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.
Paola Regeni ieri in conferenza stampa: L’ultima foto che abbiamo di Giulio è del 15 gennaio, il giorno del suo compleanno, quella in cui lui ha il maglione verde e la camicia rossa. Non si vede, ma davanti a lui c’è un piatto di pesce e intorno gli amici, perché Giulio amava divertirsi. Il suo era un viso sorridente, con uno sguardo aperto. E’ un’immagine felice. Poi ce un’altra immagine. Quella che con dolore io e Claudio cerchiamo di sovrapporre a quella in cui era felice, quella all’obitorio. L’Egitto ci ha restituito un volto completamente diverso. Al posto di quel viso solare e aperto c’è un viso piccolo piccolo piccolo, non vi dico cosa gli hanno fatto. Su quel viso ho visto tutto il male del mondo e mi sono chiesta perché tutto il male del mondo si è riversato su di lui. All’obitorio, l’unica cosa che ho ritrovato di quel suo viso felice è il naso. Lo ho riconosciuto soltanto dalla punta del naso.
Già.
Perché?
Povero figlio bello, povera mamma, e povero il papà suo.
Un abbraccio pieno di tenerezza, del tutto inutile.
E pure il tuo figlio
il divino tuo figlio, il figlio
che ti incarna, l’amato
unico figlio uguale
a nessuno, anche lui
ha gridato,
alto sul mondo:
“Perché…!”
Era l’urlo degli oceani
l’urlo dell’animale ferito
l’urlo del ventre squarciato
della partoriente
urlo della stessa morte:” Perché””.
E tu non puoi rispondere
non puoi…
Condizionata onnipotenza sei!
Pretendere altro è vano.
Davide Maria Turoldo
Non si può non avere davanti l’immagine dell’Addolorata: un volto che rimanda agli affetti più cari e al dolore più straziante.
Mi unisco anch’io con la preghiera all’abbraccio di Luigi ai genitori di Giulio Regeni e a tutti quei genitori che piangono la morte prematura (e pertanto sempre ingiusta) dei propri figli.
Mi permetto di pubblicare una parafrasi-preghiera per Giulio Regeni, ispirata alla bellissima citazione offerta da Clodine:
E pure tuo fratello,
tuo fratello Giulio, il fratello
che è carne tua, l’amato
come tutti, uguale
a tutti noi, anche lui come te
ha gridato,
forte verso il cielo:
“Perché…!”
Era l’urlo di chi affoga in mare,
l’urlo degli inermi uccisi,
l’urlo dei cristiani squarciati
nelle chiese e nei giardini,
urlo di tutti noi: “Perché…!”
E tu non rispondi mai,
non puoi?…
Risorto onnipotente sei!
E allora pretendere è umano
che tu almeno dica:
“Io ero con Giulio,
il suo volto era il mio…
Giulio è con me,
in Paradiso”.
Reggeni, per certi versi, rammenta molto Vittorio Arrigoni, ma anche Piero Gobetti, ucciso a 25 anni, Carlo Rosselli, tutti i torturati di Via Tasso, i desaparecidos argentini (compresi i neonati ) ; la sua morte, così tragica e cruenta, abbraccia tutti martiri di ogni dittatura sotto il cielo : massacrati, violentati, macellati.
Tutti gli “Ecce Homo” della storia che si sono distinti, ed hanno pagato con la vita, e duramente, per la giustizia, contro il nichilismo sociale e morale..
Stringiamoci attorno a questa famiglia, e onoriamo questo figlio: onore nostro e della nostra Patria!
Spero nella giustizia, che vengano fuori i responsabili. Speriamo che il governo lavori bene, e se necessario, anche con duri provvedimenti: basta subire!