Studentessa di Scienze Naturali discute alla Sapienza una tesi sulle modificazioni nel tempo della mandibola del “Rattus rattus” detto anche ratto nero, delle navi, dei tetti, degli alberi. Ascoltandone la presentazione apprendi che questo topo – che viene dall’India – l’abbiamo portato noi europei e italiani in tutto il mondo con le scoperte geografiche: “popolo di navigatori”. La prof che presiede la commissione in fase di proclamazione chiama “cara” la studentessa e poi spiega in privato che quell’appellativo era di lode: “Ho la fobia dei topi e che abbia ottenuto ch’io l’ascoltassi per dieci muniti senza svenire è un segno di bravura”.
Il ratto delle navi e un paio di donnesche meraviglie
13 Comments
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Tutta suo padre, colei.
(rallegramenti)
Se non si parla o sparla di Papa Francesco, “omnes silent, quasi mus eos non tangat”.
E allora propongo un indovinello latino, di memoria liceale, che ha a che fare col topo:
“Oremus est candelam”…
Omnes valete. Eo…
Al di là della bravura della “cara” studentessa, faccio i complimenti a Luigi per il bel titolo del post.
Mi piace in particolare il “donnesche meraviglie”.
Complimenti.
Impossibile immaginare un modo più discreto e “laterale” per condividere con il blog un momento così importante. Congratulazioni alla studentessa e a voi che l’avete generata e cresciuta
Anche se obliquo il messaggio mi è arrivato quasi in automatico; Congratulazioni alla studentessa e chi l’ha cresciuta così intelligente e perspicace perché, quella tesi così inusuale, sui topi, all’apparenza innocua in realtà cela un discorso di così ampio respiro che va ben oltre i ratti.Un discorso che parte dai topi certamente -che però già l’Europa aveva a sua volta importato” dalla cina, dall’espansione dell’impero mongolo e che noi, poi, trasferimmo altrove attraverso lo spostamento di merci via mare all’indomani delle scoperte geografiche del 400 e 500, dopo che i ratti infette, importati dall’oriente 100, e ben più che 100 anni prima, moltiplicatisi in maniera esponenziale infettarono con le urine: porcilaie, stalle, risaie, granai, canali d’irrigazione ecc ecc- fino a diffondere la tragica pandemia della peste nera del 1300. Virus che dal nord fino al profondo sud dell’Europa falcidiò e decimò intere popolazioni che si ridussero ad una esigua entità con conseguenze del tutto imprevedibili. Infatti…quando cessò…il tessuto sociale Europeo era profondamente lacerato. Non era più, né fu mai più, lo stesso…
Ma questa è un’altra storia…affascinante…entrano in gioco dinamiche destinate a cambiare il corso della storia…
Scusa, Luigi. Non avevo capito chi era la laureanda…
Sono proprio uno stupido!… Mi convinco sempre più che non sono adatto per il tuo blog…
Cerco di rimediare. Complimenti anche da parte mia. Talis pater, talis filia…
Giuseppe non so proprio come tutti questi abbiano fatto a capire che era una mia figlia: visitatori intelligenti. Anche questa è una soddisfazione.
La conclusione è che io sono un visitatore ignorante e dunque per te insoddisfacente…
Vedrò di risparmiarti altre delusioni…
Intanto dormici su con una buona notte. Ma figurati se io ti possa togliere il sonno!!!
Ho capito subito, immediatamente….Congratulazioni Luigi…
Mi piacerebbe molto leggere la tesi.Nel caso in cui dovesse pubblicarla, fammi sapere. Brava ….bravissima!
Giuseppe non tirare conclusioni peregrine. Anch’io ho fatto difficoltà a capire che si trattava di una mia figlia. Stai dunque tranquillo.
“La classe non è acqua”. Nè in università, né in famiglia, nè sul blog.
Complimenti a tutti gli Accattoli.
Auguri Luigi.