Nuovo alimento al mio entusiasmo per i nomi di donna dell’antica Roma: una volta ero andato al terzo cielo per aver scovato una Blesilla in una lapide funeraria che è nel Battistero di Santa Maria Maggiore a Nocera Superiore; e ieri ho trovato nel Lapidarium del Campidoglio una Gemmula. Nel primo commento la traduzione della lapide e nel secondo i nomi femminili romani che mi sono appuntato nei miei giri per libri e lapidi.
Dopo Blesilla ho scoperto Gemmula
34 Comments
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Piccola gemma. “Questa è la tomba di Fortunatus e Lucia nella quale giace la loro figlia Gemmula, che visse più o meno dieci anni e colui che avrà violato questo sepolcro avrà la sorte di Giuda”: VI secolo. Dove si vede che i cristiani facevano proprie le maledizioni dei pagani verso i profanatori delle tombe.
C’è anche Violentilla. Ecco i nomi di donna dell’antica Roma che mi sono piaciuti nelle letture e passeggiate romane: Drusilla, Domitilla, Flacilla, Fadilla, Leontia, Livilla, Lucilla, Magia, Mariniana, Minervina, Mucia, Otacilia, Ocellina, Orestilla, Priscilla, Papianilla, Plautilla, Popillia, Pulcheria, Scantilla, Tranquillina, Verina, Violentilla.
Leontia e Popillia non mi piacciono per nulla. De gustibus…
Ma le altre?
Sono molto simpatiche e mi ispirano una immediata immagine di femminilità
Popillia suona come il nome di un fiore acquatico e Leontia la vedo inarcata come leonessa a difesa dei cuccioli.
Il nome “Priscilla” mi ricorda Priscilla Ann Beaulieu Presley, la moglie del grande Elvis (e scusate se è poco ……).
Tutti gli altri nomi – Luigi mi vorrà perdonare – proprio non mi “prendono” per nulla.
‘Notte !
Roberto Caligaris
Sono belli, solenni e affettuosi allo stesso tempo.
Una mia amica ha una nipotina Domitilla, io una cugina Lucilla, Priscilla è una ragazza che conosco. Gli altri mi paiono sinceramente un po’ difficili oggi, ma il diminutivo -illa, così frequente, conferisce dolcezza a tutta la lista.
A. Steccanella
Roberto mi sono adoperato a trovare una Robertilla ma ho dovuto arrendermi…
A proposito di nomi ed espressioni romane, come ha detto Giachetti ieri? Come ha la faccia chi nutre un po’ di Speranza nel PD?
Non frequentando certi ambienti non riesco a cogliere pienamente il senso di queste espressioni…
Buongiorno, Luigi. A te e a tutti. Molto belli i nomi romani con quel vezzeggiativo “illa” che li rende anche affettuosi. Permetti di riportare alcuni nomi tratti dal Catasto Onciario (1743) di Castelbasso? Sì, vero? Grazie. Eccoli:
Clemenzia, Giarenné, Celidonia, Superna, Sulpizia, Annafelice, Dea, Rufina, Angeladea, Rigenia.
Mi sembrano per lo meno originali. No?
Riporto anche un nome proprio maschile, perché mi sembra originalissimo. Eccolo:
Divinangelo!
Una drusilla fu moglie di Montale
Cristina vicquery
È a proposito di nomi caduti in disuso..
La cappella della frazione del paese di cui era originario mio papà era dedicata a San Pantaleone. Fino ai primi del novecento sui registri del battesimo di possono rintracciare bimbi chiamati così, poi più nulla..
Cristina vicquery
Ma complimenti a Giuseppe per la ricerca ! ……. e grazie, comunque, anche a Luigi per l’impegno (vano, purtroppo) nel reperimento dell’impossibile nome di “Robertilla” !
Ora, però, vi mando knock-out – si fa per dire ………-)))))))) – e vi propongo il nome “Scilla” (tiè -))))))))) !): chi si ricorda, infatti, di Scilla Gabel, attrice italiana degli anni che furono (in sceneggiati televisivi come “Una tragedia americana”, “Odissea”, “E le stelle stanno a guardare”, e controfigura di Sofia Loren in vari films) ?
Ciao a tutti !
Roberto Caligaris
giuseppe
Giarenné sembra essere l’italianizzazione del francese Jean René
cristina vicquery
Picchio
Non ci avevo pensato. Grazie.
Dato che è stata ignorata la mia domanda sul linguaggio usato da uno dei possibili (e probabili) sindaci di Roma, carica che prevede relazioni ufficiali di alto livello, partecipo anch’io al gioco dei nomi insoliti.
Ricordo tra le amiche di mia nonna (e quindi verosimilmente nate nei primi due decenni del secolo scorso): Cisalpina e Transpadana (due sorelle), Marvy, Saffo (!), Iside, Auda, Arcadia, Gonda (forse Cunegonda?)…
Ma il nome che più mi aveva colpito, non per l’originalità ma per la brevità, era Pia Po: non aveva neanche le lettere sufficienti per il codice fiscale!
Mi e’ venuto in mente che quando ero all’asilo (anni 50) c’era una suora che si chiamava Leonzia…Quindi c’e’ anche una santa con quel nome (ribadisco che il nome Leonzia non e’ tra i miei preferiti..e non credo proprio che non mi piaccia perche’ mi ricorda quella suora..)
Qui trovi Leonzia, che era ricordata il 6 dicembre…
Per noi del nord suona anche bizzarra L’usanza, a cui pare non sia possibile sottrarsi, di dare ai figli i nomi dei nonni che li ricevettero a loro volta dai loro nonni e così via…quindi conosco una Egeria, un Letterio, una Incatenata, per finire con un più normale Oronzo..
Cristina Vicquery
Oronzo verrà da Ostuni, dove sant’Oronzo è patrono…
Oltre a quelli citati ricorderei Vetruria,Volumnia, Sempronia certamente caduti in disuso. Ma c’erano anche dei nomi molto belli attualissimi. Penso a Livia , sposa di Cesare Augusto e nome a me particolarmente caro perché era della mia mamma-eppoi Primula,Giulia,Claudia, Marzia,Flavia, Hortensia
Le donne romane erano terribili, indomabili,pronte e scendere in piazza pur di rivendicare i loro diritti.
In una lapide di Gubbio ho trovato il nome di Florentia, vissuta 20 anni e 8 mesi.
Mia mamma si ricorda di una signora che si chiamava Ilbene (l’Ilbene con l’articolo) e mi sembra, tra tutti questi, il nome con il significato più bello e beneaugurante.
Scherzi della memoria…non era suor Leonzia, era suor Leonia!!
Che alcuni di noi con humour un po’ freddo chiamavano “suor tigronia”…
proprio così luigi! Oronzo è originario di Ostuni:-)
cristina vicquery
Oggi è sant’Ursicino …ci sta anche lui qui 😉
Ho conosciuto una signora che si chiamava Altalena Finimola (cioè “finiamola”, perché era non so se la stesa o settima femmina).
Ciao Clodine, auguri, poi ci sentiamo.
Segnalo volentieri una Massimilla, nella cui via a Roma è ubicato dal 1910 il panificio Cariani, e una Pulsatilla, nome d’arte della scrittrice Valeria Di Napoli.
https://it.wikipedia.org/wiki/Valeria_Di_Napoli
http://www.castelvecchieditore.com/pages/pulsatilla.php
Senza dimenticare infine suor Teresilla…
http://www.luigiaccattoli.it/blog/cerco-fatti-di-vangelo/13-ero-in-carcere-e-mi-avete-visitato/suor-teresilla-l%E2%80%99angelo-delle-carceri/
E un’altra suora divenuta poi santa: Maria Bertilla Boscardin
https://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Bertilla_Boscardin
Come si vede in questa foto il Panificio Cariani si trova in Roma a via della Massimilla. La foto è di Ciro Fusco. Io l’ho inserita ed è colpa mia se Massimilla si legge male.