“Anche noi chiediamo insistentemente perdono a Dio ed alle persone coinvolte, mentre intendiamo promettere di voler fare tutto il possibile affinché un tale abuso non possa succedere mai più; promettere che nell’ammissione al ministero sacerdotale e nella formazione durante il cammino di preparazione ad esso faremo tutto ciò che possiamo per vagliare l’autenticità della vocazione e che vogliamo ancora di più accompagnare i sacerdoti nel loro cammino, affinché il Signore li protegga e li custodisca in situazioni penose e nei pericoli della vita”: così il papa, che sta parlando in piazza San Pietro per la conclusione dell’Anno sacerdotale. Qui l’intera omelia.
Benedetto su preti e pedofilia: “Chiediamo perdono”
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“faremo tutto ciò che possiamo per vagliare l’autenticità della vocazione” B16
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Quando ritroveremo un prete tra le “braccia” di una donna o di un uomo
si potrà pensare
che la sua vocazione era od è
autentica???
Già,
perchè gli studi dimostrano
che
comportamenti
o
patologie (come quella di cui si chiede perdono….)
difficilmente
possono prevedersi
o
esplodono
all’atto
di una
affettività
o sessualità
andata in crisi
anche dopo anni di una determinata scelta
celibataria
o non-celibataria.
Rilevo, inoltre, in modo interessante,
che
Benedetto
non ha fatto menzione
di tutti quei preti
che nella Chiesa cattolica orientale
sono sposati ed esercitano il ministero.
Forse….
la festa dei preti
era solo
per una parte
della Chiesa Cattolica.
Prossimamente
dovrebbe indire l’anno sacerdotale per gli ammogliati,
con finale di partita…
celibi contro ammogliati
!!!!!!!!
La lingua batte dove il dente duole. E come duole! (Ma perché non va dal dentista e se lo fa togliere?)
già,
perchè non và…. a fare il dentista.
Forse sarebbe meglio di quando mette l’intelligenza in formalina
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=242&ID_articolo=2212&ID_sezione=&sezione=
Tanto di cappello a papa Benedetto.
In maniera molto corretta, come un capo che si rispetti, Benedetto XVI ha chiesto personalmente perdono, non l’ha fatto chiedere (come mi sembra che alcuni volessero) ai suoi preti o ai suoi vescovi. D’altra parte, cosa sarebbe successo se non lo avesse fatto? Ma, come al solito, tutti hanno sottolineato queste, che erano le prime frasi del suo discorso, mentre il resto dell’omelia è passato quasi sotto silenzio. Ai sacerdoti di lingua tedesca ha poi chiesto di rimanere uniti “come i tralci alla vite”. Intelligenti pauca.
Attrae con forza la mia attenzione la cornice luminosa (illuminante) che circonda le parole del Papa riportate da Luigi. Quelle parole sono precedute da queste considerazioni:
“L’Anno Sacerdotale (…). Era da aspettarsi che al “nemico” questo nuovo brillare del sacerdozio non sarebbe piaciuto (…). E così è successo che, proprio in questo anno di gioia per il sacramento del sacerdozio, siano venuti alla luce i peccati dei sacerdoti…”.
Ed ecco le frasi che mirabilmente seguono quelle parole -perfetta cornice che si chiude, prima che venga aperta la meditazione sul Sacro Cuore- :
“Se l’ Anno Sacerdotale avesse dovuto essere una glorificazione della nostra personale prestazione umana, sarebbe stato distrutto da queste vicende. Ma si trattava per noi proprio del contrario: di diventare grati per il dono di Dio, dono che si nasconde in “vasi di creta” (…) Così consideriamo quanto avvenuto quale compito di purificazione”.
E, poi, quella ripresa potente ispirata da “Il Signore è il mio pastore”:
” non si tratta di amore, quando si tollerano comportamenti indegni della vita sacerdotale. Come pure non si tratta di amore se si lascia proliferare l’eresia, il travisamento e il disfacimento della fede, come se noi autonomamente inventassimo la fede. Come se non fosse più dono di Dio, la perla preziosa che non ci lasciamo strappare via.”
Un gigante.
Ha detto bene l’amica Antonella: “come un capo che si rispetti”, ed è proprio così.
Bravo Papa Benedetto !
Buon sabato a tutti !
Roberto 55